giovedì 12 marzo 2009

La fine e l'inizio

La fine di una storia ti lascia sempre spiazzata. Bene o male che andasse, devi rivisitare tutte le tue abitudini, tracciare una bella riga nera sul futuro che avevi immaginato e ricostruirne uno nuovo pezzo per pezzo.
Dopo un storia così lunga, ogni possibile futuro che tenti di ricostruire sembra cadere a pezzi come un castello fatto con i mattoncini di legno con cui giocavi all'asilo. Provi a vivere alla giornata, eppure continui a impilare inconsciamente i mattoncini. Guardi il tuo castello. Non ti piace, ti chiedi “ma cosa sto combinando?”.
Distruggi tutto e ricominci.

La mia storia inizia con la fine di un'altra.
Avevo 17 anni, era il mio primo amore, ed ero troppo piccola, stupida e sprovveduta, per capire che non faceva per me.
Per imparare la lezione ci ho messo ben cinque anni, due separazioni di cui una definitiva, e due mini-tradimenti da parte mia.
Era un tipo “serio”. I suoi amici erano “seri”. La sua vita era “seria”.
Ripensandoci adesso mi chiedo come io abbia fatto a sopportare tutta questa serietà. È come se la mia coscienza si fosse spenta durante quel tempo, per risvegliarsi all'improvviso quando ho capito di essere di nuovo da sola con me stessa. È stato un po' come se mi avessero imbottito di psicofarmaci per anni e avessero all'improvviso smesso di somministrarmeli. O come se fossi stata un'alcolizzata che si sveglia una mattina ed è stranamente sobria. Non c'è più birra in frigo. Sola e intontita dal mal di testa, vado alla finestra. L'aria fredda del mattino mi sfiora il viso, e sento odori che non avevo mai sentito perchè erano coperti da quello nauseante dell'alcool. Vedo le persone, gli alberi, il cielo.
Ecco come mi sento.
È una sensazione di libertà che all'inizio fa paura. Poi mi sono ricordata che prima di cadere nell'alcolismo, avevo degli amici. E giuro a me stessa: Niente più birra.
Proviamo con il vino.

E così tutto ha inizio con il mio risveglio.

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